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Dicono di noi

Un vino vulcanico
PAOLO MASSOBRIO
La Stampa 19/03/2009

Alle pendici dell’Etna, in quella parte della Sicilia che guarda verso Oriente a un passo da Catania e da Taormina, si respira aria di un new deal enoico. E il protagonista è lo storico vitigno nerello mascalese, messo a dimora su questi terreni vulcanici e sabbiosi. L’ingegnere Giuseppe La Monaca ha ereditato 4 ettari e mezzo vitati da cui ricava 10 mila bottiglie annuali. E questo sul versante nord del vulcano, a 600 metri sul livello del mare dove ha deciso di occuparsi a tempo pieno, coadiuvato dalle figlie Laura e Viviana, di questa storia del nerello.

Che sull’etichetta porta il nome di Sicilia Rosso «Palummaru» 2006, nome di un’antica colombaia risalente al 1100 ancora in azienda. La vendemmia, leggermente tardiva, è della metà di ottobre; quindi fermentazione a temperatura naturale e affinamento in acciaio per almeno 12 mesi. È un vino di colore rubino abbastanza intenso ma con note minerali assai accentuate (senti la pietra focaia) e una caratteristica aromaticità. In bocca è equilibrato e giustamente tannico. Un’accattivante interpretazione di questa grande uva siciliana.
[lastampa.it]

 
I Giorni del Vino
[Einaudi]

“Grandi rossi, bianchi da amare, bollicine spumeggianti. Vini che segnano un’idea, un territorio, una tradizione. In queste pagine, una per ogni giorno dell’anno, Paolo Massobrio racconta i suoi assaggi, intrecciando a vizi e virtú di ogni singolo vino aneddoti, consigli, curiosità.

Perché certi sorsi, per lui, sono e devono essere memorabili. Distilla gusti, sensazioni, sapori, ma soprattutto storie di uomini e di luoghi che attorno al vino hanno portato avanti quella che è una vera e propria civiltà, su cui sono fondate comunità, mestieri, paesaggi.
Un viaggio per conoscere al meglio un prodotto antico quasi come la nostra civiltà.”
Paolo Massobrio racconta il suo incontro col Palummaru il 5 Giugno.